Sophie Turner parla della sua depressione e la porta in tv con “Survive”

Sophie Turner (24), l’attrice cresciuta a pane e Game Of Thrones, è certamente tra le attrici più richieste del momento, complice anche il debutto nel franchise di X-Men nel ruolo di Dark Phoenix.

La Turner, neo-moglie in dolce attesa di Joe Jonas, è certamente pronta per ruoli più maturi come sta dimostrando nella serie tv “Survive” che ha debuttato sulla piattaforma Quibi lo scorso 6 aprile.

Sophie si è trovata ad intepretare un personaggio che affronta la depressione, malattia di cui lei soffre da molti anni e di cui ha parlato pubblicamente per la prima volta l’anno scorso.

Jane, il personaggio della Turner, è una dei due passeggeri sopravvissuti all’incidente di un volo di linea che si schianta sulle Dolomiti. Jane e Paul (Corey Hawkins) dovranno fare di tutto per salvarsi, ma il passato di Jane, appena dimessa da un ospedale psichiatrico, riaffiorerà irrimediabilmente portando alla luce le sue fragilità.


L’attrice ha ammesso di aver trovato ispirazione nella sua stessa esperienza con la depressione:“La tematica per me è molto importante, perciò mi sembrava che mi chiamasse. Questo personaggio è deciso ad uscire da questo centro psichiatrico e uccidersi. E’ incredibilmente depressa, non sente più alcuna speranza. Ma finisce per lottare per una vita che innanzitutto non voleva vivere. Ho provato a trovare la chiave dal punto di vista più autentico che potessi, proprio rifacendomi alle mie esperienze passate. Senza entrare troppo nel dettaglio, un tempo sono stata anch’io dov’è stata Jane. Perciò non è stato così difficile (calarmi nella parte, ndr), suppongo”.

Il ruolo per lei è stato in parte anche terapeutico “Quello che mi ha trascinato verso questa sceneggiatura è stato il mondo in cui la malattia mentale è stata scritta così accuratamente a mio avviso. Mi sembrava reale, ho adorato anche che la ragazza che all’inizio voleva morire alla fine lotta così strenuamente per una vita che nemmeno voleva. Non dico sia necessariamente terapeutico per la mia malattia ma è confortante sapere che più accuratamente dipingiamo la malattia mentale nei film e nella tv più persone aiuteremo”.

Sophie ha aggiunto che spera che lo show “aiuterà le persone a sentirsi meno sole, ma non solo questo. Spero che la storia di questa ragazza che trova qualcosa per vivere aiuti altre persone a trovare la capacità per farlo”.

L’attrice aveva parlato per la prima volta della sua malattia l’anno scorso in un’intervista con il Dr Phil McGraw, raccontando che l’anno precedente i suoi genitori avevano intercettato le sue fatture per la psicoterapia, ma era solo la punta dell’iceberg.

La Turner ha rivelato che i suoi disturbi mentali sono sorti quando aveva appena 17 anni “Sono ormai 5 o 6 anni che soffro di depressione. La sfida più grande è alzarmi dal letto e uscire di casa. E imparare ad amare me stessa”.

Ora sta meglio ma non è stato sempre così “È strano. Non ero davvero depressa quando ero più giovane, ma pensavo spesso al suicidio. Non so esattamente perché però, forse era solo una strana attrazione che avevo. E, sì, ci pensavo. Non credo che l’avrei mai fatto. Non saprei”.

Di certo parte del suo disagio è nato dal lavoro iniziato quando era appena 14enne e dalle critiche che leggeva sui social media “Penso fosse una combinazione dei social media che stavano nascendo in quel periodo e del fatto che i miei amici stavano andando all’università, mentre io no, lavoravo ma ancora vivevo a casa dei miei e mi sentivo sola.”

 

“Le persone continuavano a commentare dicendo cose come ‘Oh, dannazione, Sansa ha preso 5 chili’ oppure ‘Oh, dannazione, Sansa dovrebbe perdere 5 chili’. E ancora ‘Sansa è ingrassata’. C’erano un sacco di commenti sul mio peso e sul fatto che avessi la pelle con qualche brufolo. Ero un’adolescente, ed è normale. Ho ricevuto un sacco di critiche sulla mia pelle, sul mio peso e su come non fossi una brava attrice. Ci credevo. Dicevo: ‘Sì, è tutto vero: ho l’acne, sono grassa e sono un’attrice tremenda’. Dicevo alle costumiste di stringere il mio corsetto. Mi sentivo davvero a disagio con me stessa”.

La sua insicurezza ha avuto effetto anche sul suo lavoro “Ha influenzato il mio modo di lavorare, non riuscivo ad essere fedele al personaggio perchè mi preoccupavo così tanto di Sophie”.

Altro problema è stata forse l’amicizia con Maisie Williams (Arya Stark) “Ho un amica Maisie, che era con me nello show, che era solo di un anno più piccola di me e siamo cresciute insieme, era la mia migliore amica ed è l’unica a cui ho detto tutto. Maisie ed io stavamo chiuse in casa insieme e penso che essere amiche sia stato abbastanza distruttivo perchè attraversavamo le stesse cose e poi tornavamo a casa dal set, andavamo da Tesco dall’altra parte della strada, un piccolo supermarket, compravamo cibo e tornavamo in camera nostra a mangiare a letto. Non socializzavamo con nessuno se non tra noi”.

Sophie Turner ha raccontato che nei periodi in cui non era sul set di Game of Thrones non voleva proprio uscire di casa “Non avevo motivazione, Non avevo voglia di fare nulla, né di uscire. Neppure con i miei migliori amici.. Non volevo vederli. Non volevo né uscire, né mangiare con loro. Volevo solo piangere, piangere e piangere. Anche solo l’idea di mettermi i vestiti mi sembrava impossibile..”

Oggi grazie alla terapia, alle medicine e a Joe le cose sono cambiate “[A volte] non penso di amarmi affatto, ma ora sto con qualcuno che mi fa capire che ho delle buone qualità. Almeno penso. E quando qualcuno ti dice ogni giorno che ti ama, ti fa riflettere sul perché ti ami. Penso che questo ti aiuti ad amare te stessa un po’ di più. Quindi, sì, amo me stessa più di quanto mi amassi una volta”.

Oggi è ancora sensibile alle critiche sui social, ma non tanto quanto prima e non crede più che quelle cattiverie siano vere a prescindere.

“I miei genitori ancora mi chiedono “Perchè vai in terapia?” e io gli rispondo “Perchè sono depressa, ricordate? E’ un’idea molto british quella per cui devi semplicemente andare avanti e fare finta di niente”.

Il primo passo per vincere il dolore e superare lo stigma sociale dei disturbi mentali è parlarne “Così tante persone sono piagate da depressione, ansia, e problemi fisici.. Più di quelle che credete. Se le persone si aprissero con amici e famiglia, andrebbe meglio. Tutto quello che dovete fare è parlarne con qualcuno, e avrete l’aiuto di cui avete bisogno!”

Sophie Turner parla della sua depressione e la porta in tv con “Survive”ultima modifica: 2020-04-19T00:20:59+02:00da jessy912
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