In Libreria con Morgause – Warm Bodies

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Warm Bodies: anche gli zombie si fanno le seghe…”mentali”!

Autore: Isaac Marion, nasce a Seattle nel 1981, inizia a scrivere dai tempi del liceo e si è pubblicato da solo tre romanzi prima di arrivare al successo con Warm bodies da cui è stato tratto l’omonimo film del 2013, diretto da Jonathan Levine. Il 7 febbraio è stato pubblicato The News Hunger il prequel di Warm Bodies.

Prefazione e sinossi: “Sono morto, ma non è poi così male ho imparato a conviverci. Mi dispiace non potermi presentare come si deve, ma non ho più un nome. Quasi nessuno di noi c’è l’ha. Il mio credo cominciasse per R…” R è uno zombie in piena crisi esistenziale.

Cammina per un’America distrutta dalla guerra, segnata dal caos e dalla fame dissennata dei morti viventi. Non ha ricordi né identità, non gli batte più il cuore e non sente il sapore dei cibi, la sua capacità di comunicare col mondo è ridotta a poche, stentate sillabe, eppure dentro di lui sopravvive un intero universo di emozioni.

Un giorno, dopo aver divorato il cervello di un ragazzo, R compie una scelta inaspettata: intreccia una strana ma dolce relazione con la ragazza della sua vittima, Julie. Un evento mai accaduto prima, che sovverte le regole e va contro ogni logica. Vuole respirare, vuole vivere di nuovo, e Julie vuole aiutarlo. Il loro mondo però, grigio e in decomposizione, non cambierà senza prima uno scontro durissimo con…

Recensione: Nato inizialmente come un piccolo racconto pubblicato sul web, “I’am a zombie filled with love”, il manoscritto di Marion, grazie al passaparola dei social network, viene notato da una casa editrice che invita l’autore ad estendere la narrazione al fine di arrivare al formato classico di un libro, Warm Bodies appunto.

Lo scenario è il consueto post-apocalisse, sapientemente tratteggiato; aeroporti vuoti, macchine abbandonate, e i pochi essere umani sopravvissuti, asserragliati in pochi spazi urbani sicuri.

Lo stile è semplice, scorrevole, l’intento dell’autore (obbiettivo centrato almeno inizialmente) è quello di creare un’ opera sopra le righe, introspettiva e proiettata a far riflettere profondamente chi legge.

Il paragone tra la figura dello zombie – mostro antropofago non pensante che reagisce solo ad istinti primordiali – e l’alienazione dell’uomo moderno in quanto tale, coadiuvata dalla società medesima, salta agli occhi. I non morti di Marion sono in uno stato di avanzata decomposizione, che riuniti in gruppi scimmiottano le abitudini legate alla loro vita precedente. In tal senso, l’autore propone una visione nuova e più sensibile dello zombie, presentato, come un essere con dei ricordi, tristi sospiri di ciò che di umano rimane, e che spinge lo stesso a nutrirsi senza sosta, al fine di sentirsi, anche se per pochi secondi , di nuovo uomo.

Il tratto originale della penna di Isaac, è evidente, la trama è intrisa di un brillante sarcasmo, rafforzato dall’autoironia di R, personaggio assoluto, che almeno, nelle prime battute della storia riesce ad alternare un sano cinismo ad amare riflessioni.

Con la comparsa di Julie, tale equilibrio viene meno. R, ha una vera e propria involuzione, da personaggio brioso a zombie/paranoico, la scrittura diviene melensa avviluppata dalla solita solfa di un amore impossibile.

Detto questo, non mi sento di condannare questo libro “in toto”. Il talento narrativo dello scrittore è innegabile, l’idea originale, ci si ritroverà a riflettere sul significato della vita e della morte. Sapientemente tratteggiata la roccaforte dove si sono rintanati i pochi sopravvissuti al contagio; la pecca maggiore è che la trama perde di mordente, e nonostante il finale a sorpresa, si è sprecata l’occasione di rompere con la letteratura del genere, al fine di creare una nuova figura di morto vivente, al di sopra di ogni stereotipo.

In Libreria con Morgause – Warm Bodiesultima modifica: 2013-06-23T17:23:25+02:00da jessy912
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