Alexander Skarsgard intervistato Bullett Magazine

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Alexander Skarsgård è eccitato all’idea di tornare sul set di True Blood e ne ha parlato nell’intervista che Nick Haramis ha realizzato con lui per Bullett Magazine.

L’intervista è stata realizzata il giorno dopo la presentazione di Melancholia al New York Film Festival, e il nostro Alex era un po’ stanco per i festeggiamenti della sera prima al party tenutosi alJane (un Hotel di New York).

Alexander ha passato molto tempo a New York quest’estate per girare prima What Maisie Knew con Julienne Moore e poi Disconnect, appena finito di girare, e che ha concesso ad Alex alcuni giorni di vacanza nella sua Stoccolma prima di riprendere con il terzo film The East che si girerà invece a Shreveport (Eric Northman torna a casa xD).

Fonte: True Blood Italy

Dopo il continua la lunga intervista di Haramis.

BULLETT: Sembra che tu ti sia divertito nei mesi passati a New York

Alexander: “Si, ma ero molto impegnato. E’ dura stare a New York quando non puoi fare nulla – non sono andato a teatro, a vedere uno spettacolo o ad una mostra – Niente. Vorrei avere una settimana o due ora per godermi New York.

Abbiamo già parlato di What Maisie Knew, uno dei due film che stai girando qui. Parlami dell’altro.

Alexander: “Sono stato davvero bene con Disconnect. E’ un film con racconti intrecciati, un po’ come Short Cuts (America Oggi di Robert Altman). Ho davvero “connesso” – senza gioco di parole – con il regista Henry Alex Rubin. Gira tutto intorno a come le persone connettono con l’era Digitale moderna: appuntamenti sul web, bullismo sul web etc. Io sono sposato con Paula Patton e entrambi chattiamo online. E’ un matrimonio che non funziona. All’improvviso qualcuno ci ruba le identità e pensiamo di sapere chi sia stato quindi decidiamo di cercarlo. Il viaggio che facciamo per trovare questo ladro d’identità fa scattare qualcosa e ci fa tornare insieme. Michael Nyqvis, che interpreta il ruolo originale,  che ora è di Daniel Craig, nel The Girl with the Dragon Tattoo, è colui che cerchiamo. Michael e io vivevamo a due isolati di distanza a Stoccolma, il che è divertente, ma non abbiamo mai lavorato insieme.

In che modo la tua esperienza in True Blood è diversa dai film che hai girato?

Alexander: “Ero preoccupato che sarebbe stato ridondante – temevo questo all’inizio – ma la sceneggiatura è ottima. Se faccio una commedia teatrale o un film ho lo script e so dove sta andando. Ma ovviamente True Blood è diverso. Ero del tipo ‘Come aro’ a sostenerlo? Che succederà in 2 o 3 anni? Ne avro’ abbastanza di questo tizio?.

E’ un po’ un’arma a doppio taglio. Vuoi che lo show abbia successo e sei in debito di popolarità grazie a questo, ma è anche un grande impegno.

Alexander: “Assolutamente. E ovviamente ho perso alcune occasioni perchè giriamo 7 mesi. Mi sono stati offerti dei progetti fantastici, ma se non rientrano nella finestra di tempo dei 5 mesi in cui non giriamo allora devo declinare. E’ la natura delle cose.
Ero deluso ovviamente ma sono anche felice di lavorare in True Blood. Ho ancora due anni di contratto potrò fare come i freelance se voglio.”

Come funziona?

Alexander: “Ho firmato un contratto di 6 anni, quindi hanno l’opzione per tenermi sei anni se vogliono

Se dicidi di lasciare alla fine dei sei anni dovranno trovare un modo per far fuori il tuo personaggio  – anche se è già morto.

Alexander: “[Ride] E’ vero! Il punto è che non sono obbligati a usare tutti e sei gli anni. Potrei essere fatto fuori in ogni momento, anche se spero di no! Amo il mio personaggio. Ho amato la sua storyline quest’anno, le cose che ho fatto e le persona con cui lavoro. In più ho del tempo libero quindi posso volare in Svezia dalla mia famiglia. Lo scorso hanno ho girato Melancholia, che è stata una delle esperienze più belle. Ho fatto Battleship dopo quello,c he è stata una grande esperienza ma ovviamente diversa. Ogni anno torno in True Blood nuovo e rilassato.

E’ quasi inusuale che le costars vadano così d’accordo.

Alexander: “Sembra scontato, ma è così. Senti sempre gli attori dire “Ci vogliamo bene” ma il clima sul set di True Blood è davvero straordinario.” Non ci sono guerre di ego e teniamo l’un l’altro

Raccontami il tuo tempo sul set di Melancholia

Alexander: “E’ il sogno di ogni attore. Mi sono sentito così libero e incoraggiato di lasciarmi andare, di divertirmi e esplorare. Lars non interrompe nemmeno le sue scene. Mi presentavo e diceva ‘Okey vediamo che succede’. E’ allegro e organico. Non gli importa molto della continuitaà. Non dice mai’Okey dopo quella battuta giri la testa verso di lei e fai questo’. Non gli importa. Ma allo stesso tempo non è tutto lasciato al caso, non dice ?okey fai quello che ti pare e vediamo che succede’. Incomincia cosi – e al 99% sarà un disastro -ma ci saranno questo momenti brevi unici che non si potranno ricreare – e dopo arriva e dice ‘Okey non ha funzionato proviamo così’.

Hai lavorato con lui prima.

Alexander: “Solo per un giorno, 10 anni fa, con mio padre [Stellan Skarsgård]. Era qualcosa che aveva fatto per la televisione danese chiamato D-Day.

Conoscevi Lars socialmente parlando?

Alexander: “Un po’ si. Mio padre ha lavorato con lui molte volte quindi l’ho conosciuto attraverso lui. Quandi ha chiamato per offrirmi la parte mi sono detto ‘Non so nemmeno che farò nel film, potrei solo fare del caffè ma sono felice di farlo.’

Credi che sia uscito un po’ dalla reputazione da tiranno che ha?

Alexander: “Lo adora. Gli oiace osservare le persone e dire cose per vedere la reazione che ne ricava. Ma è un uomo adorabile. E’ cosi dolce e tutta la cosa di lui che è un tiranno mi fa ridere.

Credo che il suo senso dell’umorismo non sia capito da molti.

Alexander: “In Scandinavia tutti sono tipo ‘Oh, Lars!’, sappiamo che sta solo parlando troppo. Molte delle cose che dice nell’interviste sono cavolate, cerca solo di essere divertente.

In Melancholia sei la parte ottimista rispetto al personaggio di Kristin che è dispostica e distruttiva. E’ lontano dal personaggio di Eric in True Blood.

Alexander:“Sono l’opposto. Il che è fantastico. Michael è così timido. Quando deve fare il discorso al matrimonio balbetta e non sa bene come esprimersi. E’ un ragazzo dolcissimo e molto vulnerabile. Quando lo show è in pausa cerco sempre orogetti che siano diversi da True Blood. In seguito al successo di True Blood molti vogliono che io reciti uomini con l’energia di Eric e non è quello che sto cercando. Se ho fatto quello per 7 mesi ora voglio fare qualcosa di diverso.  Si tratta di esplorare, ogni volta che mi imbarco in un progetto voglio dire ‘Sarà fantastico’.

Perchè Michael rinuncia alla sua sposa e la lascia la notte del matrimonio?

Alexander: “L’ultima conversazione che hanno rivela molto. Lui le dice ‘Sarebbe potuto essere diverso’ e lei gli dice ‘Beh Michael che ti aspettavi?’. In fondo in fondo lui sapeva che non sarebbe mai potuto funzionare. Quando vanno in camera lui è già spezzato dentro, ma poi iniziano a baciarsi e pensa ‘Forse puo’ funzionare’. Poi lei se ne va ancora. E lui è lì seduto da solo, ai piedi del letto, la notte del suo matrimonio. sa che è finita. Per lui lei è come un uccellino ferito e fragile. Vorrebbe rendere le cose migliori. Ma non può

E’ geniale che Lars nella seconda parte del film abbia deciso di non far apparire il tuo personaggio. Non c’è bisogno per lui di vivere la fine del mondo con gli altri, perchè per quanto lo riguarda, il mondo è finito con la dissoluzione della sua relazione la notte del matrimonio.

Alexander: “Sembri deluso!! Ti aspettavi che mi facessi vivo tipo Bruce Willis, armato di fucili, e facessi fuori il pianete e salvassi la ragazza?

Era troppo da chiedere?

by Nick Haramis.

Alexander Skarsgard intervistato Bullett Magazineultima modifica: 2011-10-27T22:17:18+02:00da jessy912
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